

Articolo tratto da: "Il Mattino" Tredici residenti hanno inoltrato istanza al sindaco - informando tra l?altro anche il ministero dell?Ambiente la Regione Campania, la Provincia e i sindaci del territorio - per chiedere la revoca della delibera n. 41 di adozione del Piano Urbanistico Comunale che ha previsto una zona ?D5: Insediamenti artigianali per impianti biomassa?, individuata in un?area vicino alla statale Val D?Agri che collega il centro collinare con Sapri. ?La tipologia dell?impianto di biomassa - si legge nel documento- non pu? essere considerato un impianto artigianale cos? come previsto dal Puc, ma ? sicuramente da considerarsi un impianto di carattere industriale insalubre di prima classe ai sensi dell?articolo 216 Testo Unico Sanit?. La zona scelta ? anche ad elevato rischio frane, secondo le carte redatte dall?Autorit? di bacino sinistra Sele; non si ? provveduto ad acquisire in via preliminare uno studio di fattibilit? dell?impianto a biomassa legnosa, visto che la massa legnosa presente sul territorio del Comune non sarebbe idonea sia per quantit? che per prezzo di mercato ad alimentare un tale impianto; nel raggio d?aria di circa 1500/2000 metri sono in essere numerosi edifici di tipo residenziale e rurale, oltre che coltivazioni tipiche, quali vaste aree di uliveti. Al nostro territorio non serve un cavallo di Troia che porti all?interno del Golfo di Policastro un inceneritore di spazzatura!?. L?iniziativa ?al fine di tutelare la salute pubblica e l?integrit? del territorio?, viene sostenuta dalla Delegazione Cilento delle rappresentanze sindacali di base guidata da Gianfrascesco Caputo. | ||
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